Adolescence è la minserie britannica uscita recentemente su Netflix. Ci parla ancora una volta di bullismo ( Bullismo: che cos’è e quali conseguenze comporta ), cyberbullismo (Che cos’è il Cyberbullismo e come intervenire | Diritti ai Margini )  e della sottocultura incel  (Incel – Wikipedia )  che etichetta i giovanissimi come celibi a vita a causa della poca attraenza. Se ci sforziamo di spostarci dai macrotemi sopra citati, per metter piede nel microcosmo di Jamie, vediamo come Adolescence ci parla di emozioni e di come un ragazzino di tredici anni ne possa restare intrappolato e devastato.

Adolescence e l’analfabetismo emotivo

Adolescence ci offre un ponte tragicamente reale e concreto per comprendere il potere delle emozioni sullo sviluppo psichico di un bambino prima e di un adolescente dopo. Con questo non voglio dire che tutti i bambini che non sono stati educati al riconoscimento delle emozioni e alla loro gestione saranno dei criminali psichiatrici. E’ importante però riflettere ancora una volta sul tema dell’alfabetizzazione emotiva e Adolescence ce ne offre l’opportunità. Se decidiamo di attraversare questo ponte possiamo comprendere quanta sofferenza abita nel cuore di Jamie. La sofferenza inespressa rimane dentro l’anima e dopo aver sgretolato il mondo interiore del bambino, attacca quello esterno. La sofferenza inespressa e il rifiuto da parte dei genitori e dei pari muovono in Jamie la rabbia e la tristezza. La rabbia è un’emozione primaria che di per sé non è né buona né cattiva, ma è fondamentale insegnare a riconoscerla e a gestirla costruttivamente. Così vale per la tristezza che ci fa capire cosa ci manca e di cosa abbiamo bisogno. La rabbia e la tristezza sono emozioni fondamentali e Adolescence ne rimarca la mala educazione in modo crudo quanto preciso.

Adolescenza fuori controllo: quando le emozioni fanno a botte

Adolescence lascia spazio a nuove emozioni, quali l’ansia da prestazione e l’imbarazzo o vergogna. Jamie si svela alla psicologa che cerca di comprendere cosa possa provare un ragazzino di tredici anni per arrivare ad uccidere una coetanea. Il sentirsi non adeguato alle situazioni quotidiane, non essere bravo a calcio e quindi suscitare l’imbarazzo del padre alle partite, fa sentire Jamie il peso del fallimento. Il fallimento necessita di essere messo in parole, spiegato, condiviso e gestito. Così come le derisioni da parte dei pari su Instagram feriscono un adolescente ( Adolescence | Sito ufficiale Netflix )  che, come da manuale, costruisce la propria identità sulla base del rimando della società che lo circonda. Un’emozione fisiologica come l’imbarazzo che normalmente ci fa scegliere cosa dire o non dire e come è più adeguato comportarci, si trasforma in vergogna nella mente di Jamie. Una vergogna distorta e distruttiva che lo fa sentire qualcosa di brutto e indegno. Se restiamo su quel ponte immaginario le possiamo sentire e vedere…la rabbia, la tristezza, l’ansia e la vergogna fare a botte, dentro e fuori l’adolescence.

I vantaggi del prendersi cura dell’adolescence

L’adolescence è una fase delicata e necessita di tutta l’attenzione del caso. Il mondo adulto, genitori, scuola, buon vicinato è chiamato a vegliare su di essa e a trovare il giusto tempo e spazio per restituirle la parola. I vantaggi sono tangibili ed evidenti. Il corretto riposizionamento del sentire e del provare, nella mente e nel cuore di un adolescente gli consentirà di imparare a posizionarsi nel mondo. Questo significa imparare a dare un senso alle parole e alle azioni, proprie e altrui. Adolescence ci obbliga a riflettere sulla fragilità dei ragazzi e delle ragazze durante il tempo di transizione dal mondo dell’infanzia a quello dell’adulto. E’ fondamentale non lasciarli soli su quel ponte, parlare con loro, ascoltare, esserci quotidianamente. Il tempo dedicato a un adolescente non è mai tempo perso. E’ fondamentale che gli adulti si assumano questa responsabilità, perché i ragazzi cambiano solo i canali di comunicazione con il mondo adulto, ma non il bisogno che hanno di comunicare con quello stesso mondo.

Evita errori comuni: crescere non è un gioco da ragazzi

Chi si prenderà il giusto tempo per guardare, magari con i suoi figli adolescenti, questa miniserie converrà che crescere non è per niente facile, anche in una buona famiglia e in una scuola con la divisa. Verrà il tempo in cui i nostri figli cammineranno con le proprie gambe su strade anche molto lontane dalle nostre. L’adolescenza non è quel tempo, soprattutto oggi.